Dancalia. L'esplorazione dell'Afar, un'avventura italiana
Secondo Volume

Coedizione:
Istituto Geografico Militare
Tagete Edizioni
Con il contributo di:
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Notizie editoriali :
I Edizione: 2009
Lingua: Italiana
Pagine: 784 a colori
ISBN: 8852391428 9788852391422
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L'Istituto Geografico Militare e l'Ente Cassa di Risparmio
di Firenze con la realizzazione del 2° volume della Dancalia
consolidano un'autorevole e proficua collaborazione nel
campo della diffusione geografica, con indiscutibili positivi
riflessi sulla comunità geospaziale italiana e toscana in
particolare. L'intesa ha, infatti, già reso possibile la
pubblicazione del monumentale Italia, Atlante dei Tipi Geografici,
e, nel corso dell'anno 2008, quella del 1° volume
del ricercatore Luca Lupi sulla sopraccitata regione del
Corno d'Africa abitata dalle popolazioni "Afar", una delle
zone più disagiate del pianeta, importante dal punto di vista
geografico, geologico ed etno-antropologico.
Se le esplorazioni di questa regione del secolo '800, descritte
nel primo volume, furono caratterizzate dalle scoperte di
natura "geografica" finalizzate alla scoperta di strade che
aprissero nuove vie economiche per i commerci tra
l'altopiano etiopico e il Mar Rosso, quelle del secolo
successivo, descritte in questo volume, ebbero nello specifico
una fortissima caratterizzazione "cartografica-geologica".
Così come auspicava l'esploratore Leopoldo Traversi nel
1883, gli italiani nel secolo '900 studiarono a fondo la
Dancalia, dando un ulteriore enorme contributo scientifico
alla conoscenza della regione.
Inizialmente le esplorazioni furono di tipo "coloniale" e
"militare", finalizzate alle conquiste territoriali ed alla
conoscenza del terreno, con lo scopo di fornire dati
cartografici di supporto alle Unità e Comandi in operazioni,
parallelamente la maggior parte delle spedizioni ebbero
quale meta la scoperta della "geologia" dell'Afar, attività
iniziata nel 1905-06 da Giotto Dainelli ed Olinto Marinelli
e mirante, soprattutto, alla individuazione e sfruttamento
di utili giacimenti minerari (quali: salgemma, solfati e minerali
vari, petrolio).
La lunga epoca dei fratelli Pastori, in particolare, rappresenta
l'esemplare impegno italiano in Dancalia nel settore
minerario. Con la conquista dell'Etiopia, la ricerca fu
organizzata in maniera ancora più sistematica soprattutto
per la ricerca del petrolio, come ben sottolinea la missione
AGIP del 1937-38.
Dopo la caduta dell'AOI, alcuni italiani rimasero ancora
per molti anni in Dancalia e nelle regioni etiopiche, e
spostarono la ricerca sulla geologia pura che ebbe come
periodo di punta quello compreso tra la fine degli anni '60
e l'inizio degli anni '70, specificatamente ad opera delle
grandi spedizioni di università e centri di ricerca.
Questo periodo di grandi scoperte scientifiche nella regione
etiopica, considerata ormai da tutti i geologi del mondo
l'area ideale per la comprensione del processo di formazione
di un nuovo oceano a partire dalla frammentazione di una
massa continentale, si interruppe forzatamente a causa dei
gravi eventi politici che portarono alla caduta di Hailè
Delassiè ed alla presa di potere di Derg (1974) ed alla
successiva ascesa al potere di Menghistù.
Dopo un breve periodo di stasi, l'azione italiana nel campo
geologico riprese con l'inizio degli anni '80, grazie
all'esplorazione geotermica e alla ricerca dell'acqua, ad
opera di alcune società italiane che, sfruttando le conoscenze
ed il personale tecnico-scientifico formatosi in quel periodo,
lavorarono per alcuni anni nella Dancalia meridionale, in
Etiopia e a Gibuti.
Questo secondo volume, quindi, oltre a riportare ed
evidenziare le esplorazione più significative del secolo '900,
approfondisce ed evidenzia il fondamentale contributo
scientifico dato dagli italiani nella conoscenza di questa
complessa, affascinante e misteriosa Regione della Terra.